Quello che cambia

Home is wherever I’m with me

Sono in treno dopo l’ennesimo trasloco. Questa volta, la macchina non ce l’ha fatta a contenere tutte le mie cose e perciò ci siamo divisi io, mia sorella, il suo ragazzo, valigie, scatoloni, buste, macchina, treno.

Questa volta si torna a casa.

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Maggio 2016, il cielo di Roma

In questi due anni, ho vissuto con la convinzione di non essere a casa mia, che fossi di passaggio nei luoghi che toccavo. Solo ora ho capito una cosa fondamentale, ma mi sono dovuta fermare un attimo per comprenderla.

Ho cambiato città pensando sempre che magari avrei trovato qualcosa che mi avrebbe fatto sentire a casa, ma ignoravo di essere io la mia casa.

Ho lavorato tanto, mi sono votata a cause altrui, mi sono lasciata galvanizzare al 100% dagli obiettivi attinenti alla mia professione, trascurando tutto il resto, trascurando me stessa.

Questo ha fatto sì che difficilmente riuscissi a crearmi un contesto di Vita, in cui inserire il lavoro, piuttosto inserivo la Vita nelle fessure che mi permetteva di creare il lavoro.

Ci è voluta una rottura drastica di uno squilibrio per aprirmi gli occhi.

Ora torno a Roma senza lavoro, probabilmente un po’ incosciente nella mossa che ho fatto, molto più ricca e consapevole, sia umanamente che professionalmente.

Ho finalmente capito che, sebbene adori il mio lavoro, lo abbia scelto, mi dia anche parecchie soddisfazioni, è un lavoro e bisogna saperlo chiudere fuori la porta di casa, la sera.

Mi sono ricordata, in queste tre settimane che ho vissuto a Milano in vacanza, attendendo di piazzare l’appartamento che avevo affittato, che ho una serie di interessi che non possono essere costretti nelle mura di un ristorante, per quanto bello, che nutrire altri interessi oltre al mio lavoro è la mia forza, è il punto di origine della mia creatività.

Ho compreso che sono una persona  libera, come mi ha detto una delle responsabili che ho avuto anni fa, una donna libera, e, come una nuvola, non posso essere messa in una gabbia. Formalmente può sembrare che ci sia dentro, ma non si può imprigionare qualcosa che è fatto della stessa materia dell’atmosfera. E me lo sono fatto scrivere sulla pelle, da una persona che il suo lavoro lo fa con una gioia veramente infinita e travolgente e che mi ha fatto capire come l’entusiasmo mi stava abbandonando.

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Chema Madoz, Untiled

Mi sono resa conto che, pur essendo una persona indipendente e che non ha paura di vivere la sua solitudine, apprezzo la compagnia degli altri, adoro mescolare la mia Vita a Vite Diverse ed è nella mia natura essere socievole.

Ho conosciuto persone nuove- alcune talmente a fondo da pensare che fossero lì ad aspettarmi-, ho ritrovato persone con cui ho diviso gran parte della mia Vita e che non bastano spazio e tempo a rendere estranee.

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Milano, Primavera Estate 2015 in via Molino

Sono scesa a compromessi con l’idea che, su alcune cose, non so scendere a compromessi e che la Lealtà, la Sincerità sono qualità che cerco nelle persone che mi sono intorno e dalle quali non posso prescindere, che non ho paura della  durezza della Verità e sono disposta a perdonare la Debolezza che porta all’incapacità di reagire, solo se mi viene confessata.

Ho eliminato, o almeno cammino in quella direzione, il rancore, visto che mi avvelena il sangue, ma non cancella il passato. Per quello, basta il tempo a rimettere in prospettiva gli avvenimenti, perché, come amo dire spesso:” Di questa situazione, ne rideremo fra qualche mese” e ora posso aggiungere:” Se non è una situazione di cui sorridere dopo qualche mese, qualora sia possibile, va lasciata perdere”.

Ho accettato che ci sono persone che, probabilmente, non dimenticherò mai, sebbene mi abbiano fatto male, che non posso cancellarle con una  gomma magica, come ho sempre fatto, ma non per questo faranno parte del mio futuro, anzi, il futuro non mi interessa. Mi interessa finalmente il presente.

Ho visto in un palazzo anonimo, vicino alla mia casa milanese,“La fabbrica dei sogni”,  una azienda di auto che ha dato vita alla fantasia di molti automobilisti e lavoratori italiani, in passato… I sogni, spesso, si realizzano in luoghi apparentemente insospettabili.

Ad un certo punto, quando ho ripreso consapevolezza di una me stessa che andava oltre le attività che svolgevo, mi sono ricordata di avere un corpo, che stavo trascurando, e che ora mi chiede di prendersi cura di lui e il primo passo in questa direzione lo farò risolvendo un problema legato ad un infortunio di due anni fa. E mi leverò un bel peso, metaforico e fisico.

A proposito di pesi, fare traslochi ti rende consapevole del fatto che hai troppe cose, per lo più inutili e che, eliminarne, regalarne, venderne qualcuna non può certo far male, ma può solo farti camminare più libera per le strade della Vita e ti rendi conto anche che, determinate strade, potresti sicuramente affrontarle in maniera più efficiente ed economica attraverso degli estranei, ad esempio un’agenzia di traslochi, ma che, alle volte, si ha bisogno di qualcuno di famiglia per trasportare la tua Vita in giro.

bambola e saponetta

Due elementi senza fondamentali nei miei traslochi: ne è rimasto, per una scelta consapevole, solo uno

Ora so che posso scegliere di vivere in una città diversa, perché l’unica “cosa” che devo ricordarmi di portare sono io.

La Primavera ha sempre cambiato qualcosa, per me, come per tutte le persone inquiete e questa non è stata da meno. Quattro anni fa, in Primavera, ho iniziato un percorso lavorativo che mi ha portato a conoscere tante realtà diverse e mi ha reso soddisfatta e felice; esattamente oggi, ma di tre anni fa, arrivavo a Milano, per prendere al volo un’opportunità, che ignoravo sarebbe stata solo la prima pietra di un sentiero che mi avrebbe condotto a vivere in quella città.

Nello stesso giorno, anzi, esattamente 24 ore prima, tre anni dopo, lascio Milano.

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Milano, 23 Maggio 2013, nel riflesso ci sono io

 

(Colonna sonora consigliata: https://www.youtube.com/watch?v=oUknlSWNbEI

Mi raccomando: guardate il video per osservare la felicità degli occhi di Jade )

 

 

 

 

 

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