Quello che cambia, quello che penso, quello che sento

I 16+18 di una (pseudo) bionda

E poi, improvvisamente, in macchina, mentre ascoltavo la musica, mi sono sentita serena.

Non ho un lavoro, non ho una relazione, sto per compiere 34 anni, eppure sono felice.

Va bene, ho un tetto sulla testa, altrimenti ci sarebbe ben poco da ridere, e, in fondo, non avere una storia non è un problema, non mio quantomeno, ma la serenità deriva dalla liberazione da un macigno che, quest’anno, come petrolio sulle ali di un uccello, mi aveva impedito di “Essere”.

Sono libera di godere della mia stravaganza, di coltivarla, non la vedo più come qualcosa da estirpare, non sento più di essere inadeguata per l’età che sto vivendo, ma, semplicemente, sono consapevole, e non è un astruso modo di dire lievemente new age, che ogni strada porti da qualche parte, nessuna si somigli e i punti di arrivo siano sempre diversi, ma non per questo meno soddisfacenti.

Durante quest’anno, spesso ho sentito addosso la disapprovazione e l’incomprensione provenire da occhi che pensavo fossero amici, questo riflesso in uno sguardo estraneo, ma estremamente intimo, mi ha fatto sentire manchevole, carente di Vita e ora, che questa prospettiva non è più così opprimente, torno ad apprezzare la mia essenza.
Ed è di nuovo piacevole guardarsi allo specchio, è di nuovo bello ascoltarsi e osservarsi da dentro… è la scoperta che tutto quello che è stato non ha eliminato la mia gioia, non ha spento il mio buonumore, non mi ha snaturato.

E, davanti a me, ancora strade da percorrere, possibilità e occasioni da cogliere, sogni a cui dare forma… la Vita.

Il più bel regalo di compleanno.

“E se per te la normalità fosse un’aspirazione poco realistica?”
Purity- Jonathan Franzen

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Chema Madoz

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