Quello che cambia, quello che sento

29 Settembre-secondo C-

Non capisco perché in tanti considerino settembre il “lunedì” dell’anno.

Settembre, per me, sono le giornate passate al mare in Sicilia, il sole che continua a sfidare il solstizio, l’indecisione sui vestiti da indossare e, se chiudo gli occhi, ancora riesco a sentire l’odore dei quaderni nuovi e delle matite e il racconto di mia mamma, incinta di me, sul letto in camera sua con i piedi scaldati da questa luce che non brucia.

Settembre porta con sè tutti i ricordi dell’estate e tutte le speranze di un nuovo anno.

Le tappe successive sono il mio compleanno, a metà ottobre, e poi Natale e non posso non essere ingenuamente felice con queste prospettive.

Le mie istantanee estive, quest’anno, rappresentano tutti i momenti e il tempo che ho potuto dedicare alla mia famiglia e ai miei amici, dopo tanto tempo.

Alberto che torna dall’Australia contemporaneamente al mio ritorno da Milano, la sua libertà e la sua capacità di insegnarmi ad accettarmi nella diversità dagli altri.

Le cene con Daniele e Gerardo, passare in negozio da Gianna e Antonello, la famiglia allargata.

Nadia, Sergio e Marisa, i fantastici tre del terzo piano.

Ele che cresce e assomiglia sempre più a suo fratello.

Mio nipote che mi fa vedere tutti i suoi pupazzi nel lettino e la dolcezza dei suoi genitori, Eleonora con Agata al parco e le paure di una giovane mamma, la felicità mia e di Lavinia nel passare un po’ di tempo insieme.

Cristina e David finalmente sposi e Lisa felice, e poi la Svizzera con Matteo, Sara e Pietro, il mago del “gattonamento”, il tempo passato al mare con mamma, le gite, i luoghi, i sapori di tanti anni fa.

Antonella, Patrizia e la gita a Torre Flavia.

La sempre vulcanica Elisa e l’ultimo gentleman, Richie, il sentirsi a casa e la loro adorabile e creativa vita nizzarda.

Mio cugino all’altare con la dolce, ma caparbia, Giulia, la foto alla pancia della mia piccola Aurora e la notizia di un altro pancione in crescita.

Alice e i tentativi di incontrarci da qualche parte in Italia e la nostra Amicizia che, a dispetto delle distanza e del tempo, non vacilla.

E poi Andrea, rimesso a nuovo dalle Maldive, stanco, ma felice, e Alessandro e Tamara, con un altro cucciolo d’uomo in arrivo e un matrimonio pieno di risate, in cui l’Amore puoi toccarlo, per quanto è vivo.

E la notte con Luca a fare foto per Roma.

Simona, Momi, Melania, Roberta, Luca, i miei capisaldi.

Adriano, i dubbi e i reciproci incoraggiamenti.

Sara e gli appuntamenti a pranzo che non riusciamo a concretizzare.

Le domeniche lente con Claudia e Davide e la continua indecisione sul cibo da ordinare.

Tibi e gli appuntamenti mancati in aeroporto.

Daniele alle prese con l’età adulta.

Francesco, che si sente di casa a Roma, ormai, e Alessio e gli agenti immobiliari improbabili.

Nicola che mi infila l’asciugamano nelle orecchie e mi dice cattiverie mentre mi fa la piega.

Addormentarsi e svegliarsi con Baloo e le nostre lunghe passeggiate.

Le cene al MaBe, da Rocco, Alessio e Loris e il coraggio di buttarsi.

La nuotata con cui ho quasi fatto affogare Luca e la sua inaspettata presenza nella mia isoletta, Salvatore e il suo prudente rispetto per il mare, Maria, Rosaria e le loro porzioni “piccole”, Annarita sempre matta, la serenità che mi da vedere Fausto sul molo e Monica e Andrea che mi aspettano. La conoscenza di tante nuove persone… tre per tutte, Stefania, una signora d’altri tempi, Teresa, che conoscevo senza che mi conoscesse,e il Greco con i suoi racconti.Zia Luisa e il costante aggiornamento meteo marino e l’incazzatura di Ferragosto, dopo aver quasi preso fuoco.

Zia Valentina e la continua curiosità per  ciò che facciamo, quasi fossimo veramente delle nipoti speciali.

Beppe che mi aspetta sotto casa per mezz’ora, per stare un poco insieme e Daniele e la questione morale degli inviti.

Giorgio e Frediano e le cene in cui si dicono cose imbarazzanti.

Dormire con Angie e Annibale, tornare a casa e trovarli lì, come se fosse sempre così.

Dormire con gli amici, e dormire veramente, serena.

Gli occhi di Gianmarco.

Il vino, le risate e la folle corsa in motorino con Tommaso.

Paolo e la sua nuova serenità.

L’altro Paolo, che sta facendo quello che facevo io lo scorso anno, spero non con i miei esiti.

Le telefonate con Ledi in treno e un treno di novità.

L’andar via da Milano finalmente serena.

Una telefonata di chi è in difficoltà ora, ma che sono certa che si riprenderà presto e tornerà a sognare in una cucina.

Michela e la gita di oggi da zio Paolo e zia Ninni,  i colori, gli odori, il sole della campagna. Roberto e i suoi mille hobby “praticati professionalmente”.

Con una cornice così affollata di foto, in cui molte probabilmente mancano, settembre è un inizio, è una valigia piena di libri, di fogli intrisi della mia scrittura, profumi  e cartoline, pronta per un viaggio che non so dove mi porterà, come sempre, un viaggio in cui non ho più intenzione di perdere me stessa, ma magari di conoscermi meglio, di individuare con più serenità  i miei bisogni e le mie aspirazioni.

Boa Sorte 

 

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