quello che sento

Lettera C versione 2.0 (15)

Forse aveva ragione Rob Brezsny: quest’anno sono stata veramente come Nick Drake in Pink Moon e sono arrivata a fare cose che non avrei mai pensato quando ho formulato il mio 10×14.

L’ho riletto l’altro giorno ed ho sorriso: ho provato una sorta di tenerezza mista a felicità ripensando a cosa credevo avrei fatto ed a cosa è effettivamente accaduto nel 2014. Tenerezza per aver ceduto alla tentazione di dare ordine al caos, di sconfiggere l’entropia cosmica, scrivendo un decalogo; felicità per tutto ciò che è successo, nel bene o nel male, per quanto la Vita sia riuscita a stupirmi sempre, sconvolgendo qualsiasi possibile previsione.

No, non ho ricominciato a ballare; non ho fatto la dieta- ma giuro che quest’anno ci provo… magari per i 33, i famosi ” anni de Cristo”, ce la facciamo-; compro ancora l’eyeliner waterproof e mi depilo di domenica, ma non la mattina; ho viaggiato poco, almeno nell’accezione vacanziera del termine, mentre nell’accezione di Bildungsroman, di viaggio di formazione, ho fatto parecchi km sia lavorativamente, sia umanamente, andando a vivere a Firenze e ottenendo il mio primo contratto effettivo- senza fuoribusta, senza nero, perché, sebbene il nero sfini, alla lunga, stanca- e con qualche gratificazione da parte dei clienti e non solo.

20141231_161038Ora sono nove mesi, il tempo di una gravidanza, praticamente- che sono nello stesso posto e mi sembra un miracolo e non mi riferisco alla crisi, ma al mio carattere, per cui fermarsi è un po’ morire.

A proposito di gravidanze… Statisticamente, nel 2014, sembra sia “scoppiata una scatola di piselli”- per dirla in slang-: che ci ha regalato anche il piccolo Elle, il mio primo nipote masculo   e, a breve, si attende l’uscita dall’uovo della piccola A, la mia prima nipotina. Ad un certo punto, erano talmente tante le donne incinte nella schiera delle mie amicizie che temevo di andarle a trovare, per paura fosse qualcosa di contagioso.

Fortunatamente, posso continuare a godere del piacere kids sharing, senza dovermi mettere in proprio.

Quest’anno non mi ha solo dato, purtroppo.

Il mio fratellino peloso, dopo 13 anni insieme,- per chi non ha mai avuto un animale: ci vediamo qualche riga sotto-a luglio, ci ha lasciato. Anzi, purtroppo, è toccata a noi la decisione di farlo ” addormentare” e, con lui, è andato via un altro pezzettino del mondo fisico, legato a papà…

IMG-20130821-WA0018A metà agosto, il destino ci ha regalato due sorprese, non cercate: un cucciolo e una mamma… forse qualcuno pensava di averci lasciato troppo sole… il cucciolo è con noi- o meglio con mia mamma e mia sorella, ma ora che ha cinque mesi, almeno, mi riconosce quando torno… e non mi sento più come Venditti – e nonno, per la prima volta in 87 anni, ha una cagnolina e non un cagnolone.

Poi, il mese scorso, mentre languivo a letto per un focolaio di polmonite c’è stata un’altra adozione, visto che un cane tira l’altro, e mia zia ha preso una cucciola abbandonata nella clinica, dove, contemporaneamente, era stato ricoverato il nostro, colpito da un virus.
Quindi ora il coefficiente tricotico della famiglia si è alzato seriamente. Per usare un hashtag che ci ha massacrato durante tutto il 2014 solocosebelle. (Ora, non è per essere disfattista, ma non esiste un mondo di solocosebelle… sarebbe una noia senza precedenti)

Come ogni anno, posso dire di aver largamente disatteso tutti i buoni proponimenti attinenti al darsi meno, al non avere aspettative (parlo di Amicizia, l’Amore sembra essere una passione per cui non sono geneticamente predisposta)… e, come ogni anno, ho incrociato tanti nuovi sguardi, cuori sconosciuti, vite diverse dalle mie.
Alcuni sono rimasti, alcuni ci sono da sempre… altri, evidentemente, dovevano andare.
Il mio lavoro, per fortuna, mi aiuta a scremare molto facilmente, visto che, per essere miei amici, bisogna avere molta pazienza.
Solo un appunto: ho scoperto che non mi frega più nulla di giustificarvi.
Ognuno è figlio della sua storia, ma questo non può essere sempre un alibi per dare meno, per essere disimpegnati.
L’Amicizia è un impegno gioioso e non si quantifica in tempo passato insieme o in regali o in telefonate, almeno non la mia.

Quest’anno, quindi, i buoni propositi li lascio a voi… io scendo dal treno e corro a casa.

Mi aspettano!

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“Cause out on the edge of darkness, there rides a peace train
Oh peace train take this country, come take me home again”


Yusuf Islam aka Cat Stevens “Peace Train”

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