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15 cose che ho scoperto nei 15 giorni a Firenze

Il titolo non lascia molto spazio alla fantasia, quindi passiamo all’elenco, visto che, domani, “Mi sono informato c’è un treno che parte alle” 6,50.

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  1. La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale e  la salita è sempre la più dura;
    ma, soprattutto, dopo 16 rampe al giorno, minimo, non avrai il culo di Belen, ma hai sicuramente le caviglie della Sora Lella.DSCN1787
  2. Vivere in una soffitta è bellissimo.
    Mi sento tanto Gino Paoli, senza proiettile vicino al cuore; senza vista mare e senza gatta: in compenso, ho un piccione scassapalle, con una duplice personalità; il poverino crede di essere un gallo e, ogni mattina, alle otto e mezzo, tuba per me.
    Sto valutando l’acquisto di un fucile di alta precisione ad aria compressa.
  3. Sono un essere asociale.
    Nel tragitto casa lavoro, mi sento come Michael Douglas in “Un giorno di ordinaria follia”: odio i turisti, odio chi fa lo struscio, odio chi cammina piano. Sto provando l’ebrezza del dribbling e, a volte, anche del mediano di mischia.
    Per fortuna, non posso permettermi un kalashnikov- forse dovrei vedere in Veneto, visto che creano carri armati da ruspe-.
  4. Andare a piedi mi rende puntuale- in alternativa, rende i taxisti ricchi-.
    Non avendo una bicicletta, il mio mezzo di locomozione sono i piedi.
    “Ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre… “Ecco, ogni mattina, a Firenze, io mi sveglio e, raccattata dal comodino la colazione- la colazione a letto è un punto fermo nella mia Vita-, inizio a correre, con il sottofondo musicale di “Call me maybe”.
    Quando tutto ciò non funziona, “Mosca 4 in 3 minuti” sono le parole magiche.
  5. L’Esselunga consegna la spesa a casa.
    Credo che accumulerò molti punti fragola, non appena mi deciderò a riempire il frigo.IMG_20140324_215655
  6. La disperazione rende il mio inglese fluently.
    Nella mia casetta, ci sono altri due appartamenti che vengono affittati ai turisti.
    L’altra notte, due messicane mi hanno chiuso fuori casa non essendo pratiche con la serratura.
    Appena sono riuscita a farmi aprire, in inglese, ho spiegato loro il metodo per non farlo più. Sto ancora cercando di capire come si traduca “mandata”.
  7. C’è bisogno di qualcosa che dia un po’ di calore. 
    Per questo, ho fatto come Mary Poppins e ho messo ” qualcosa di mio” in una casa deliziosa, ma ancora provvisoria.
    ( La bambolina me l’hanno messa in valigia).
    IMG_20140324_215333
  8. Lo spazzolino elettrico è come il caricabatterie del cellulare: non si può dimenticare a casa per due giorni.
    Sono tornata nella mia città nei giorni di riposo e ho dimenticato il mio fido spazzolino- detto “vibratore” dalla mia amica Esse, visto che, spesso, mi lavo i denti mentre siamo al telefono-. Non sono più abituata alla pulizia con il “comune spazzolino”: voglio le 150 000 vibrazioni al secondo.
  9. Le lavatrici a gettoni sono care assai.
    La mia casetta è bellissima, ma non ha la lavatrice.
    Le tariffe della lavanderia a gettoni sono 8 euro se li lavo sola, 8,50 se li lava “l’uomo della lavanderia”, ma non li piega- anche perché, onestamente, mi farebbe un po’ schifo-.
    La lavatrice ha una capienza di 7 kg. Io, nell’armadio, in questo momento di instabilità, avrò, complessivamente, circa 10 kg di vestiti… da dividere per colori. Quindi due lavatrici. Quindi 17 euro. Quindi me li riporto a casa, ogni volta che torno.
    L’unica cosa bella, ma sarebbe bella se fosse inverno, è che l’asciugatrice li lascia tiepidi.
    Corollario: una donna ha bisogno di una lavatrice.
  10. I Fiorentini odiano i Romani. In linea più generale, i Fiorentini odiano tutti  i non Fiorentini.
    Fondamentalmente, i Fiorentini sono grumi di odio, visto che la città è piccola e affollatissima, per lo più di turisti e non residenti. Sulla querelle Roma- Firenze, culla della civiltà- culla del Rinascimento, bah… che  campanilismo inutile! Come dice il mio amico Chri ” mentre noi stavamo dando l’ultima coltellata a Giulio Cesare, voi facevate i disegnini della caccia al cinghiale nelle caverne”, c’è poco da fare.20140327_202809
  11. “Costì” è un avverbio che mi garba di molto.
    Se poi capissi geograficamente cosa indichi in maniera precisa, dimezzerei i tempi di ricerca.
  12. Il mio blog si autodiffonde nel mondo.
    Ad un certo punto, alla pari di “Blob il fluido che uccide”, il mio blog, anzi, i miei blog si sono fatti conoscere.
    Addirittura, è stato nominato. Per questo ringrazio Effe.
  13. Amo guidare. 
    Ora che non guido, mi rendo conto di quanto mi piaccia. Alla stazione, a mia madre, venuta a prendermi, ho detto:”Scendi e fammi guidare”.
    Ma poi, vuoi mettere truccarsi fra un semaforo ed un altro?!? Dimezzi i tempi di preparazione.
  14. Le poesie sui muri e il palloncino rosso.
    Ho trovato delle poesie su di un muro e c’è un palloncino rosso che ritrovo spesso e volentieri nei vicoli.
    Questo mi piace.20140325_16090920140403_220245
  15. Sono una sradicata, in generale, una provvisoria per indole, ma ora so dov’è casa.
    Quest’anno ho vissuto in tre case diverse. In tre città diverse. Quattro, contando la mia città.
    Ora so dov’è casa. Posso abituarmi a tutto, ma sento tutto come temporaneo. Solo un posto, per ora, è legato al mio ” per sempre”.20140407_000635

    “Il privilegio di trovarsi dappertutto a casa propria appartiene solo ai re, alle puttane e ai ladri.”

                                                                                                                                                                                               Honoré de Balzac

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38 thoughts on “15 cose che ho scoperto nei 15 giorni a Firenze

  1. Daiiiii ma siamo vicini…si insomma…meno di un’ora di macchina. Allora un paio di cose: 1)i fiorentini odiano tutti, ma posso stare sereni, sono ampiamente contraccambiati. 2) È vero, l’esselunga ti consegna la spesa, ma se ti arriva uno yogurt scaduto non ti rimborsano, “è scaduto a te!”. 3) “Costì” è più facile di quello che sembra, si potrebbe tradurre con “lì dove sei te” (te=tu), perciò è a portata di mano, spesso si usa anche “codesto” per indicare qualcosa che hai davanti agli occhi, se usati insieme “codesto costì” non farti domande, qualunque cosa tu abbia fra le mani è quella giusta.
    Comunque se ti capita di allungare il tiro e scendere un pò verso sud…tipo…che ne so…Livorno, per dire un posto a caso (ehm), ecco…fammi un fischio.
    P.s. Qui stamani è una bellisima giornata, com’è il tempo costì?

  2. Uh, Firenze! Città in cui amo passare almeno una volta l’anno…e poi Roma, che non vedo da tempo ma altrettanto cara (e che ha rischiato di avermi come residente). Io mi ci vedo un po’ nella citazione di de Balzac, ma devo capire in quale delle tre vesti. ^_^
    A proposito: grazie per aver fatto un salto dalle mie parti.

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