quello che sento

Tanti piccoli-Pezzi di Vetro-colorati

Tutto è iniziato con una cena affollata, allegra, in una città magica ed elegante. Tante persone, per lo più sconosciute, alcuni cari o carissimi amici, altre nuove conoscenze, curiosità per volti e gesti diventati familiari, prima, solo attraverso le parole.
È continuato sotto i portici di Torino, per approdare in un piccolo bar, in una conversazione fra tre persone, amiche in maniera “triangolare”, per cui un lato si congiunge all’altro per un punto, creando un angolo, ma senza un centro comune. Forse proprio a cercare quel centro in un bar, facendo l’alba. Ridendo, giocando, sentendo le stesse cose. Rivelando le sensazioni. Spostando sveglie e appuntamenti.
Poi il ritorno a casa, valigie da disfare, biglietti del treno ed emozioni da ricordare e un nuovo breve viaggio, verso una città carica d’arte e di bellezza.
Prima di partire, un messaggio arrivato nella notte, inviato da qualcuno da cui non ti aspetteresti mai una manifestazione di affetto e di stima così diretta. Un messaggio che ti ruba una lacrima e ti stupisce.
In treno, l’arrivo di una foto, accompagnata da una frase, che mostra un oggetto, un  regalo,  in un frammento colorato e vissuto dell’ambiente a cui è  stato destinato.
L’arrivo nella città, l’abbraccio di un amico, fino a poco fa tanto lontano, solo nello spazio, e che mi ha portata qui, e di un’amica sempre presente.
Il delinearsi di un nuovo lavoro, la ricerca di una piccola casa che possa ospitare un po’ di calore, che possa essere un focolare provvisorio.
Il pranzo con chi si è adoperato, con uno spirito di protezione degno di una sorella maggiore, per trovare una sistemazione alla mia nuova Vita.
Di nuovo il ritorno, con tante immagini, sorrisi, luci, suoni e frasi, negli occhi e nel cuore.
E la registrazione della voce di qualcuno molto vicino, legato da un filo ancestrale alla tua storia, che parla di te, dei vostri progetti, in una radio indipendente.
Una canzone da condividere, anzi due.
Tante, tante piccole cose belle e inaspettate, con cui riempire una nuova valigia, come i piccoli pezzi di vetro che compongono la lente di un caledoscopio, pronti a mischiarsi e a dar vita a nuove e imprevedibili figure.

“Perciò partiamo partiamo che il tempo è tutto da bere

e non guardiamo in faccia a nessuno

che nessuno ci guarderà

Beviamo tutto, sentiamo il gusto

del fondo del bicchiere

e partiamo partiamo

non vedi che siamo partiti già?”                 

De Gregori- “Viaggi e Miraggi”

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