quello che sento

Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti.

Non sono certamente la Vivien Leigh di “Un tram che si chiama Desiderio”– e, vista la fine che fa nel film, oserei dire, per fortuna-, ma “ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti”.

Ogni volta che una persona estranea si comporta in maniera cortese con me, senza la prospettiva di ottenere alcun rendiconto,  mi sento come se mi avessero fatto una sorpresa. E  adoro le sorprese. Questa reazione non è generata, solitamente, da gesti eclatanti, anzi: il ragazzo in motorino, che osservandomi mentre guido e addento una brioche, mi augura il buongiorno; il padrone di un pastore del Caucaso di otto mesi,Thor, che non vuole salire in macchina, che mi lascia il guinzaglio del suo cane per far provare me; la bambina di pochi anni che, al ristorante, mi offre il suo panino, a cui ha già dato un morso, e il suo pupazzo… questi sono esempi delle inezie che mi rendono felice.  O meglio, mi danno l’idea che, in fondo, ci sia un denominatore comune, anche se, più spesso, è difficile trovarlo, e accrescono il mio stupore per il mondo, per quello che la Vita può riservarmi.

-Certamente, anche un brillante, un abito da sera o delle bellissime, quanto inutili, scarpe possono farlo, ma questa è un’altra storia… e, soprattutto, inizia da un carato in su.-

La notte dell’ultimo dell’anno, ho avuto due regali  stupefacenti nella loro purezza: una rosa e una storia.

Dopo aver terminato il turno di lavoro- per uno strano caso del destino,  ho lavorato sia l’ultimo dell’anno che il primo-, con i colleghi, siamo andati in un bar a brindare. E fin qui, direi, non ci sono grandi motivi di stupore: è capodanno, siamo gggiovani e alcoolicamente abili e arruolati, un brindisi- magari fosse stato uno- era l’esito scontato della serata.

Fra una birra e un bicchiere di Champagne- scelte etiliche molto discutibili-, un collega di sala, mai visto prima, ha iniziato a raccontarmi del suo ultimo anno, delle belle novità intervenute nella sua Vita da pochi mesi, della sua storia d’Amore, del suo Futuro… C. mi ha donato, con molta semplicità, le sue emozioni, la sua confidenza e, mentre lo faceva, ha regalato a me e a una delle mie colleghe, nonchè una delle mie più care amiche, una rosa. Lo ha fatto in maniera discreta, approfittando di un nostro momento di distrazione, e motivandolo con un :” Mi manca molto la mia ragazza e, regalandovi questa rosa, sento meno nostalgia”.

Iniziare il nuovo anno con queste garbate, quanto disinteressate, attenzioni è stato incantevole.

“Homo sum, humani nihil a me alienum puto.” Publio Terenzio Afro

rosa collage

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